Gennaio 2005
Messina Domenica, 30 Gennaio, 2005
LA FACCIA TOSTA DI VINCENZO FRANZA
Con una lettera inviata agli amici della Gazzetta del Sud ( pubblicata sabato 29) il vicepresidente del FC Messina Vincenzo Franza accusa alcuni consiglieri comunali e una ditta che si occupa di pubblicità di avere “interessi di bottega”.
Il motivo del contendere riguarda lo sfruttamento delle colline che circondano lo stadio S. Filippo per la collocazione di cartelloni pubblicitari.
Non sappiamo se i consiglieri comunali chiamati in causa e la ditta risponderanno alla lettera intimidatoria dell’ing. Franza. Così come non siamo certi che il giornale diretto da Calarco dia la medesima possibilità e lo stesso spazio agli “avversari” del potente traghettatore. Infocontro è pronto ad ospitare le ragioni della società che si occupa della pubblicità e dei consiglieri comunali che hanno subito questo inqualificabile attacco a mezzo stampa. Nell’attesa desideriamo però fare qualche commento a questa ennesima provocazione di Franza e C.
a)E’ scontato che l’amministrazione comunale ( nella veste del commissario Sbordone e del direttore Scoglio) non abbia nessuna voglia di utilizzare per la pubblica utilità le colline che circondano l’impianto sportivo di S. Filippo. Eppure quelle colline andrebbero tutelate e sistemate a verde pubblico. Ma questo non avverrà mai con gli attuali inquilini di Palazzo Zanca e con la classe politica della città.
b)Le accuse volgari e arroganti che Franza può permettersi nei confronti dei consiglieri comunali la dice lunga sulla subalternità della politica messinese nei confronti di un gruppo imprenditoriale che nulla concede allo sviluppo di questa città. Il “vanto” del raggiungimento della seria A dimostra la provincialità e la piccolezza di questo gruppo.
c)Franza, proprio lui, parla di “business” della pubblicità e della “solita ditta” che non fa altro che cercare di svolgere la propria attività. Questo è l’assurdo più grosso. Il vicepresidente del FC Messina, oltre ad ottenere gratuitamente gli impianti sportivi dal compiacente Sbordone non intende neppure cedere lo sfruttamento della pubblicità ad altri. Tutto e sempre deve essere solo loro. Monopolisti in tutto. Franza, sempre lui, parla di “interessi particolari a Messina”. Lui che è il vertice della piramide degli interessi particolari nello Stretto.
d)Purtroppo siamo certi che nessuno risponderà a Franza. Nessun intervento o interrogazione consigliare. Nessun articolo o servizio giornalistico “compensativo”. Nessun intervento della magistratura rispetto a così sfrontate minacce e a tutta la gestione ( illegale) degli spazi pubblicitari occupati da Tourist & Caronte. Spazi che deturpano irrimediabilmente il panorama di questa città e nascondono persino la Madonnina che una volta si poteva ammirare scendendo dal viale Boccetta o attraversando il viale Garibaldi.
Messina Lunedì, 24 Gennaio, 2005
I signori del calcio
Il calcio è soprattutto una gran macchina da soldi. I miliardi che girano attorno a questo mondo fanno sì che intrighi e politica, diritti televisivi e quotazioni in borsa ne stanno diventando la vera anima (nera). Non stupisce quindi che quando si parla rinnovo delle cariche di FIFA o FIGC o Lega, si assista anche ad un balletto di dichiarazioni, pressioni, sortite che nulla hanno a vedere con 11 persone che tirano calci ad un pallone.
istituzioni
Federcalcio
Presidente Carraro ( notare il curriculum) : e poi industriali, ex politici, ex allenatori... Figc.it
FIFA
Il ‘re’ della FIFA, e Joseph Blatter, che al rotolare del pallone preferisce quello delle monete. Fifa.com inglese
UEFA
"The show must go on": nonostante le bombe a Madrid Uefa.com
professionisti
Legacalcio
Limpido esempio di come il conflitto di interessi non esista... Lega-calcio.it
gli altri attori, registi, comprimari
Agenti
O procuratori... guadagnano quanto un goleador, ma senza neanche una goccia di sudore. Assoagenticalcio.com
Assocalciatori
Il "sindacato" dei calciatori che tutela ed assiste, ogni anno, oltre 2500 calciatori professionisti di serie A, B, C1 e C2. Assocalciatori.it
AIA
Associazione italiana arbitri: per molti, ogni domenica, sono i più "venduti". Aia-figc.it
Messina Sabato, 8 Gennaio, 2005
IL MESSINA SUPERA NEL FINALE IL PARMA
“FRANZA DOV’E’?”
Un brutto Messina quello visto a Cagliari. Brutto come le cravatte della divisa che indossano i tesserati della squadra di Franza.
Se Mutti & C. non avessero guadagnato sei punti d’oro con Milan e Roma oggi la squadra occuperebbe il penultimo posto in classifica. Ma non è con i se e i ma che ci si deve confrontare. La verità, quella che non vogliono dire molti giornalisti legati al presidente – traghettatore, è che con la campagna acquisti ( o, meglio, regali di Moggi) fatta da Bonsignore e Carabellò si ritorna dritti in serie B. Di Napoli, Zampagna & C è già molto quello che hanno fatto in questi 16 incontri ( anche se ne hanno giocate meno della metà) e non potranno stare tutte le partite in campo per 90 minuti. Il lunghissimo campionato di quest’anno regalerà molte (brutte) sorprese e certamente Bologna, Brescia, Siena, Parma e Atalanta non finiranno per stare dietro al Messina. Certo c’è la questione delle partite truccate, degli arbitri amici ( ma anche di quelli nemici), ma i conti alla fine dovranno tornare.
Se il Messina deve rimanere nella massima serie Franza deve spendere i soldini che ha incassato dagli abbonamenti,dalle sponsorizzazioni, dalle “stelle in più”, dalla Lega calcio, da Mediaset, da SKY, ecc. Il fatto è che Franza ha voluto fare l’operazione Messina – Calcio per una questione d’immagine,di affari e forse anche elettorale. Coloro i quali hanno suggerito ( o imposto ) la presidenza del club a Pietro Franza avevano ben chiara la strategia. Per prima cosa addormentare e addomesticare i mezzi d’informazione,e, nello stesso tempo, facilitare operazioni finanziarie come quelle della concessione degli stadi “Celeste” e “S. Filippo”. Il vero business sarà quello legato all’utilizzo degli impianti sportivi. Per questo motivo il loro fedelissimo amico Salvatore Leonardi, da sindaco, ha estromesso l’Astaldi e ha consegnato – anche se solo formalmente - il completamento dei lavori ad una impresa mafiosa. Di fatto alla fine dei lavori dello stadio si è arrivati per l’impegno finanziario semiocculto ( chissà a che titolo) del Gruppo Franza che già sapeva di dover giocare in quell’impianto il campionato di seria A. Ma questa è una storia che nulla ha a che fare con lo sport ma con la politica e la magistratura.
Adesso la squadra è in A e deve restarci per il semplice fatto che Messina è dei messinesi e non di Franza & C.
I MESSINESI, tifosi o meno, devono ora avere il coraggio di reclamare i rinforzi adeguati per concludere dignitosamente un campionato ad altissimo rischio.
Il giallorosso